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venerdì 24 dicembre 2021

Un addio e un grazie

 Salve a tutt*! Penso che chiunque abbia amato la nostra rivista nel corso di questi anni si sia accort* che le nostre attività sono terminate. Come qualsiasi cosa esistente, Il Simposio ha fatto il suo tempo. Abbiamo scritto, ci siamo impegnat*, ci siamo anche appassionat*... ma, ora, è il momento di dedicarsi ad altro. Magari a EnbyPost, perché no? 

addio e grazie

Anche se proviamo un po' di nostalgia per ciò che questo progetto ha significato per noi, attaccarsi al passato quando vengono meno le risorse umane, il denaro (e l'interesse?) non è mai una scelta saggia. Meglio un onorevole commiato.

Vogliamo salutare e ringraziare tutt* coloro che ci hanno seguito e che hanno comprato la rivista. Speriamo di avervi regalato letture piacevoli e consistenti.

Buon anno nuovo... Terminiamo con il titolo di un numero del Simposio: 

Incipit vita nova.

mercoledì 22 settembre 2021

Il Simposio - Leggende metropolitane

 Come chiunque sa, sono dette “leggende metropolitane” quelle storielle inverosimili che titillano però paure e credenze esistenti… al punto da ottenere talora anche una certa risonanza mediatica. Il mondo della sessualità, soprattutto se si tratta di minoranze come quella LGBT, è particolarmente adatto a ispirare questo genere di leggenda. Ecco che il titolo di questo Simposio vuole essere sottilmente provocatorio: quanto c’è di vero in quello che crediamo di sapere del mondo LGBT? 

il simposio leggende metropolitane

            Pensiamo a quanto viene detto sui social e in televisione in merito alla cancel culture e al politically correct: “Sono loro a discriminare! Vogliono censurarci!” Ebbene, sappiamo che deluderemo molta gente, ma un articolo di questo numero smonta proprio la leggenda metropolitana delle minoranze “brutte e cattive” che vogliono “tappare la bocca” agli altri.

            Un vero e proprio falso storico è invece quello della cintura di castità imposta dai crociati alle mogli. Ma, allora, a cosa serve? La risposta vi sorprenderà…

            Sarebbe bello se fossero solo leggende metropolitane le storie di molestie agli studenti queer nelle università. Invece, è assolutamente reale il caso della Yeshiva University, di cui leggerete.

            Sarà poi vero che “gli ftm lo fanno meglio?” Scopritelo nell’intervista intitolata, appunto, FTM Do It Better. A dispetto del titolo, non c’è alcunché di pruriginoso: solo le voci di ragazzi transgender che ci parlano del loro modo di essere uomo.

            Oltre a questo, incontrerete la poesia di un amore saffico finito, i gesti d’amore che hanno accompagnato le ultime Olimpiadi e alcune vignette pungenti.

            Buon viaggio tra realtà e surrealtà!


Il Simposio - Leggende metropolitane è disponibile su Amazon in formato Kindle

La nostra rivista vuole crescere e migliorare! Se vuoi contribuire, puoi partecipare alla nostra campagna di crowdfunding ! 🌈

giovedì 11 marzo 2021

Esce "Il Simposio - Quell* come noi"

 Essere o non essere LGBT? Questo è il problema. Nel senso che, oggigiorno, comprendere chi sia “dentro” o “fuori” la comunità arcobaleno non è d’immediata comprensione. Si moltiplica la tanto contestata varietà di termini, inglesi e non: non binary, genderqueer, genderfluid, asessuali, aromantici, intersessuali… 

Il Simposio lgbt Quell* come noi

È anche alquanto naturale che sia così. La comunità LGBT, come mostra la sua bandiera, è un arcobaleno: un insieme di diversi colori. Oltretutto, una volta scoperchiato il vaso della “diversità sessuale”, è stato impossibile richiudere nell’oblio le varie sfumature dell’orientamento erotico-affettivo e dell’identità di genere.

Abbiamo perciò preso spunto (ritoccandolo ad hoc) dal titolo di un recente saggio di due storici del mondo LGBT, Luca Locati Luciani e Andrea Meroni: Quelle come me. La storia di “Splendori e miserie” di Madame Royale (Varazze 2020, PM Edizioni).

Chi sono quell* come noi? 

Sono quell* che hanno trascorso “adolescenze segrete” d’innamoramenti non eteronormativi, spesso perdendosi successivamente di vista. Sono quell* il cui eros può trovarsi censurato sui social, o che hanno bisogno di libri di preghiere appositi per poter esprimere la propria fede in religioni come l’Ebraismo. Sono quell* che, come le donne lesbiche americane, hanno bisogno di creare e sperimentare “il proprio mondo” all’interno di bar e di luoghi d’incontro appositi. 

Il tutto distinguendosi dai frequentatori di altri “ghetti sessuali”, come “incel” e “redpillati”: questo numero dedica un’analisi anche ai loro movimenti.

La novità più significativa, però, è la nostra rubrica di poesia.

Benvenut* fra noi!


Il Simposio - Quell* come noi è disponibile su Amazon nei formati Kindle e cartaceo.

domenica 29 novembre 2020

Il Simposio - Anagrammi

 “Silvia è un anagramma”, sostiene Franco Buffoni nel suo omonimo saggio. Si riferisce alla celebre Silvia leopardiana, il cui nome è un anagramma di “salivi”… ma anche un modo per mascherare il vero interesse sentimentale dell’autore. Perché Leopardi amava un uomo… 

il simposio lgbt anagrammi

            Abbiamo così dedicato questo numero ai modi per “dire e non dire”, alle ambiguità che - in ogni epoca - hanno segnato il modo di parlare delle sessualità non eteroconformi. Veri e propri anagrammi, in cui l’ “innominabile” viene scomposto e mascherato, ma mai taciuto del tutto - perché sarebbe impossibile.

            La strategia più nota è quella menzionata dalla dott.ssa Roberta Ribali, quella del “don’t ask, don’t tell”: ovvero, evitare del tutto il coming out, laddove non è richiesto. È la strategia tipica degli ambienti fintamente “corretti”, laddove il sorriso e la tolleranza nascondono la reale disapprovazione.

            Abbiamo poi forme d’intolleranza che possono essere sia interne che esterne alla comunità LGBT: come la panfobia, la diffidenza e la negazione aprioristica verso la pansessualità come orientamento a sé.

            Inaspettatamente fuori dall’eteronormatività risultano essere le personalità di monache ritenute sante e i contenuti di diversi testi ebraici. Spunta persino “santa Federica”… la famosa “mano amica”, utilizzabile per pratiche spirituali non certo gravose.

            Fra le realtà “innominabili” mascherate tramite “anagrammi”, non possiamo dimenticare transessualità e transgenderismo. È vero che la vista di un ftm (uomo nato femmina) suscita meno scandalo della vista di una donna transessuale? E qual è la risposta a chi si ostina a sostenere il binarismo di generi e sessi? È quello che scoprirete risolvendo i nostri anagrammi.


Il Simposio - Anagrammi è acquistabile su Amazon come Kindle o in formato cartaceo.

giovedì 3 settembre 2020

Esce "Il Simposio - La libertà del sole"

 Il titolo di questo Simposio fa venire in mente l’estate, la stagione del Pride - che, quest’anno, ha dovuto fare i conti con l’emergenza Covid. Pensare e scrivere, a ogni modo, non è interdetto e non diffonde il contagio. Ecco che la nostra esistenza e la nostra visibilità si sono espresse in questi articoli.

           


La libertà del sole… quella di risplendere sotto gli occhi di tutti; quella di creare (grazie alle gocciole d’acqua sospese in aria) i colori dell’arcobaleno: simbolo del movimento LGBT, ma anche famoso per aver accompagnato il motto “Andrà tutto bene”, durante la quarantena.

            Era libero come il sole Freddie Mercury, quando brillava nelle proprie performance. La nostra rubrica di cultura pop parla di Bohemian Rhapsody, il film che (tra diverse polemiche) ha fatto rivivere il suo mito. Della quarantena parla invece l’articolo di Nathan, mostrando cosa essa abbia significato per le persone LGBT: liberazione da dinamiche sociali tossiche (in alcuni casi) e prigione (in altri).

            La prigione peggiore, però, è quella che “nega il sole” di una visibilità rispettata a “minoranze nella minoranza”: come avviene agli asessuali, secondo Aleister Erika Lupano. È una nostra nuova penna, a cui diamo il benvenuto, così come a Giulia Cosmo Fragapane e Marco Sassaro.

Ormai classici (per la nostra rivista) sono invece i pezzi sulla sacralità del piacere: vedremo come l’eros possa farsi “libero” e “solare”.

            Dal godere al dovere: doverose considerazioni sulla proposta di legge contro l’omotransfobia avanzata dall’On. Zan.

            Il riferimento al sole presente nel titolo deve molto all’autore trattato nella nostra rubrica di letteratura: il poeta algerino Jean Sénac, che si firmava proprio con un sole stilizzato e cantava (fra l’altro) dell’ “amante di Helios” (= “sole”, in greco). Questo personaggio è un poeta guerriero che combatte per una terra in cui sia possibile la libertà: libertà dal colonialismo, ma anche dall’omofobia.

            Impossibile sembrerebbe invece il sogno di un Israele contemporaneamente aperto alle realtà LGBT e al rapporto sereno con la comunità palestinese…

            Decisamente meno utopico di quanto non possa sembrare è il potenziale liberatorio del Pride: un’occasione per “uscire dal buio” e vedere realmente “quanti siamo”, in tutta la dirompenza della folla.

            Nonostante la comunità LGBT sia ormai impossibile da ignorare, esistono ancora realtà (come quella degli ebrei ortodossi) che necessitano di affrontare l’esistenza di minoranze sessuali al proprio interno. Possono ancora permettersi di chiudere gli occhi o dovranno… guardare in faccia il sole?

Di certo, la luce della consapevolezza non può fare a meno delle parole, da sempre strumento per delineare nettamente la realtà nella nostra mente. Ecco perché tutte quelle “etichette” all’interno del “cappello LGBT” esistono e servono.

Un solo augurio: siate liberi di esistere… e di splendere.


Disponibile su Amazon come ebook Kindle e cartaceo.

martedì 12 maggio 2020

Il Simposio - Non è un Paese per...


Non è un paese per… Per chi? Per cosa? L’interruzione lascia un vuoto che pone domande.
Il titolo di questo numero si ispira visibilmente a uno degli articoli contenuti in esso: Non è un Paese per genderqueer. Ma quel “buco” può essere riempito da altri “indesiderati”, normalmente “tollerati” - quella che già Pasolini definiva come forma di condanna più raffinata.
Comprendere le dinamiche di discriminazione e privilegio, innanzitutto, richiede un lavoro di analisi intersezionale della società, che mostri le interconnessioni fra genere, razza, classe, orientamento sessuale e altri elementi. 
il simposio lgbt non è un paese per

A proposito di orientamento sessuale e di genere, vedremo come due film di argomento yiddish affrontino queste tematiche in un modo che è probabilmente inusuale per chiunque stia leggendo in questo momento.
Attraverso un romanzo, conosceremo una storia di maturazione e scoperta di sé da parte di un uomo gay attraverso il rugby.
La nostra rubrica di cinema e spettacolo ci racconterà invece la storia vera di due donne che si sono amate tra mille rischi, nella Germania nazista.
L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ci ha invece portati a pubblicare un articolo su quanto le epidemie accentuino le fragilità sociali e la solitudine che già pesano su alcune persone, come le donne transessuali costrette a prostituirsi.
Un sorriso arriva dalle vignette, sebbene si tratti di un sorriso amaro sugli atteggiamenti machisti e sessisti di certi “microcefali”.
Dal “come devono essere le donne” dettato dai “veri maschi” al “come devono essere gli uomini” secondo coloro che vorrebbero “contrastare la dismisura del desiderio maschile”: ci sarà sempre qualcuno che pretenderà di stabilire il “dover essere” del prossimo?
Concludiamo questa carrellata di “indesiderati” con le immagini di chi è “desiderato” certamente: due fotomodelli, esempi di “equilibri” estetici immortalati in fotografia.

Il Simposio - Non è un Paese per... è disponibile su Amazon nei formati Kindle e cartaceo.

venerdì 2 agosto 2019

Il Simposio - Diamanti




I diamanti… Sfavillanti, preziosi, rari. Evocano immediatamente una vita da star. E di star trabocca effettivamente questo numero: a partire da Madonna, che ha riecheggiato la strage di Orlando nel testo e nel videoclip del brano God Control
il simposio rivista diamanti

Per contro al summenzionato “controllo di Dio”, vedremo il cenno al cuore rivoluzionario del Cristianesimo: realtà, illusione od obiettivo? Ma si può pensare anche a un’utopia laica, come quella della dott.ssa Roberta Ribali.
I diamanti sono anche una delle passioni di Roberto Adiamante, uno dei protagonisti della trilogia narrativa A-Diamond. Nata dalla penna di un giovane autore che scrive dietro pseudonimo, racconta la vita dei coniugi Adiamante, marito e marito, che hanno saputo costruirsi la propria favola: riscattarsi dalla povertà e dall’omofobia, costruire un impero della moda, creare un nuovo sport, lanciare uno stile di vita. Ma, anche su questa utopia fiabesca, incombono le ombre del mondo reale…
Come le pietre preziose, brilla anche il desiderio di vivere alla luce del sole: essa emerge nell’opera di Monica Romano dedicata alle persone transgender e al mondo del lavoro (Diurna). La firma dell’autrice, insieme a quelle di Laura Caruso, Nathan Bonnì, Daniele Brattoli e del circolo culturale Rizzo Lari (ex Harvey Milk), compare anche in calce alla lettera aperta alle istituzioni milanesi, circa la condizione delle persone transgender nel capoluogo lombardo.
Lotta politica, elaborazione intellettuale e dignità che contrastano con l’immagine mediatica troppe volte propinata della transessualità. Lo vedremo nell’analisi di una puntata de “Le Iene”, dedicata a un pruriginoso esperimento di Vladimir Luxuria sulla app d’incontri Tinder.
Era un diamante anche Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), pensatore che gettò le basi dell’orgoglio omosessuale: anzi, della consapevolezza e dell’autostima. Ospitiamo qui l’autorevole contributo di Luca Locati Luciani sulla sua figura.
Poi, fotografie sexy e vignette, per ricreare l’occhio con un altro tipo di scintillii…
Ulteriore chicca di questo numero sono le nuove firme di Silvia Molè e Rita Ricciardelli.
Buona lettura!

Il Simposio - Diamanti è disponibile nel formato Kindle e in paperback. Chi ne acquisterà una copia cartacea riceverà la versione ebook in omaggio.


mercoledì 15 maggio 2019

Il Simposio - La bellezza del giaguaro

Salve ai nostri lettori! Questo numero ha faticato più degli altri per vedere la luce, ma c'è un buon motivo: Israel Pescador, impaginatore d'eccezione, ha curato la grafica di questo Simposio d'aprile-giugno 2019, che sarà così unico. Buona lettura e buon godimento! 
il simposio rivista lgbt


"Di macchie ce ne sono tante. E io le amo tutte.” È una citazione-chiave tratta dal graphic novel Cinzia, di Leo Ortolani, a cui è dedicata una recensione in questo numero. Da tale frase è nata l’idea del titolo.
Il giaguaro… Bello, potente, al contempo re ed ombra della foresta amazzonica. Sarebbe così splendido e regale… senza le sue peculiari macchie? Sarebbe ancora se stesso? Certamente no. Sono parte integrante del suo essere meraviglioso.
Così pure l’umanità. Si può soffrire per l’incomprensibilità dei “diversi”, quale che sia la loro qualificazione: gay, lesbiche, bisessuali, transgender, non binary, stranieri, autistici, borderline, artisti eccentrici, geni sregolati, personalità enigmatiche… Sono tante macchie in un tessuto sociale che, altrimenti, sarebbe uniforme.
Ma, senza la “devianza” e l’ “imprevisto” portati dai tanti “cigni neri”, l’uomo sarebbe rimasto l’australopiteco di un tempo. Nessuno, se non menti inusuali, avrebbero mai potuto capire che quella scintilla casuale nata dall’incontro fra due pietre avrebbe generato il fuoco. Nessuno avrebbe capito che un mucchio di legna sarebbe potuto diventare una casa, un insieme di segni e chiazze un affresco… che la donna (parbleu!) avrebbe potuto avere un intelletto pari a quello dell’uomo… L’umanità sarebbe perennemente rimasta uguale a se stessa e avrebbe ripetuto per sempre il “già vissuto”. Dite voi se sarebbe valsa la pena di stare al mondo in questo modo.

Va bene: non tutte le “macchie” sono geniali. Alcune sono semplicemente isteriche; altre non riveleranno mai alcunché di notevole. Eppure, imbattersi in una di loro non lascia mai indifferenti. Perché rompiamo le scatole (eh… lo sappiamo). Ma anche perché i “normali” non possono fare a meno di noi. Possono restare sorpresi, basiti, persino gravemente feriti. Ma sempre, segretamente, attratti.
Di macchie ce ne sono tante. E voi (vostro malgrado) le amate tutte.

Un ringraziamento speciale va a Sam Meraviglia, per il progetto grafico che ha dedicato alla versione cartacea della nostra rivista; nonché uno a Israel Pescador, che (come abbiamo detto) ne ha sorvegliato l’impaginazione. E grazie anche a Giovanni Dall’Orto, di cui abbiamo spesso attaccato le posizioni, ma che ci ha anche dato consigli per migliorare l’aspetto del Simposio.


Il Simposio - La bellezza del giaguaro è disponibile in formato Kindle o cartaceo. Chi acquisterà la versione cartacea potrà avere anche quella elettronica in omaggio.

Numero precedente: Il Simposio - Oltre la terza dimensione.

sabato 26 gennaio 2019

Il Simposio - Oltre la terza dimensione

Puntualmente, è uscito il numero di gennaio-marzo 2019: Il Simposio - Oltre la terza dimensione. Perché questo titolo quasi fantascientifico?
il simposiol lgbt oltre la terza dimensione copertinaSi sa che la nostra rivista ama spingersi “oltre”: oltre luoghi comuni, schemi mentali, etichette precostituite… Insomma, ama esplorare la cosiddetta “quarta dimensione”: il mondo interiore dell’essere umano. Non pensate che non abbia a che fare con le questioni LGBT. Esse neppure esisterebbero, se l’affettività umana si limitasse alle “tre dimensioni” delle membra esteriori, al copulare per riprodursi. Essa è ricerca di unione nel senso più completo del termine: unione che saldi le lacerazioni interiori, renda più completi, faccia superare i limiti del proprio ego. La sessualità è anche pensiero: l’essere umano non può provare piacere, se il suddetto piacere non coinvolge anche la sua mente. Eviteremo di citarvi il sempiterno Platone del Simposio (quello immortale!), in merito alla natura di Eros. 
Essendo dunque illimitata come la mente e ricca come la sensibilità, la sessualità umana non può limitarsi a “pene-vagina-fare bambini”. Non che ciò sia illecito o inutile, intendiamoci. Ma sarebbe innaturale (questo sì) pretendere un’umanità che si adegui universalmente a tale modello. Perché essa comprende anche persone come Cinzia: l’arguta, pensosa e bellissima transessuale nata per battuta in Rat-Man e assurta al rango di protagonista assoluta di un recente graphic novel. Ruolo che merita in pieno, perché è un monumento di favolosità.
Questo Simposio osa affrontare anche la tematica della spiritualità sadomasochista, del rapporto “master-slave” come modo in cui entrambi i partner superano i limiti imposti dall’ “immagine di sé”, dalle paure e dai tabù. Parleremo però anche della storia di Anna K., in cui il rapporto fra lei e una diabolica mistress si è risolto non in una realizzazione di sé, ma in una perdizione. Parleremo di identità di genere, di scontri generazionali nelle associazioni LGBT, delle (dis)avventure dei ragazzi ftm nella vita quotidiana. Ci delizieremo con scatti fotografici statuari, nonché con dotte dissertazioni su passi biblici da leggere con attenzione. Guarderemo telefilm sugli alieni in cui i veri mostri sono… i terrestri. La novità del numero sono le rubriche, che speriamo vi stimolino ancor più coi loro spunti. Che dire di più? Buona lettura!


Disponibile su Amazon nei formati Kindle e paperback. Chi acquisterà la versione cartacea potrà avere anche quella digitale in omaggio.
Numero precedente: Il Simposio - Il gender sul tetto che scotta.

giovedì 1 novembre 2018

Il Simposio LGBT: Il gender sul tetto che scotta

Con grandissimo piacere, annunciamo l'uscita del nuovo Simposio: Il gender sul tetto che scotta. Perché un titolo così apparentemente nonsense, per il numero dell'ottobre 2018? 
il simposio lgbt il gender sul tetto che scotta copertina

La gatta sul tetto che scotta (Cat On a Hot Tin Roof) è una commedia composta nel 1954 da Tennessee Williams e trasformata in film nel 1958 (regia di Richard Brooks). È la storia di Maggie, che è riuscita a salire la scala sociale sposando Brick Pollitt, ex campione sportivo. Peccato che quest’ultimo si sia dato all’alcolismo e non abbia mai consumato il matrimonio. Causa di entrambe le cose è, probabilmente, la mai superata passione di Brick per un compagno di squadra, morto suicida. Maggie si trova dunque ad essere una “gatta sul tetto che scotta”: pur sentendosi male in quella situazione, è decisa a non cadere, per non perdere lo status conquistato e tornare nella povertà.
Abbiamo voluto alludere a quest’opera nel titolo, perché tratta di una questione (l’omosessualità velata) legata all’ambito di cui ci occupiamo. Ma anche (e soprattutto) perché questo numero scotta in molti sensi. La parola gender ha ormai sostituito diverse paure più fruste e noiose (gli alieni, i licantropi, i vampiri…), pertanto figura benissimo sulla copertina di un numero che esce nel mese di Halloween. Come potete vedere, in copertina non scotta solo il titolo… Ringraziamo Loki, il nostro “Mister Simposio”, che ha posato per il buon Nathan e che - appropriatamente - si fa chiamare come un dio seduttore e misterioso, non di rado legato al fuoco. Ma, oltre a fotografie di nudo artistico, troverete materiali che “scottano” in senso più intellettuale: la questione della pedofilia, la transgenerità latente in tutt*, una vita rovinata (e risorta) per il coraggio di una denuncia, personaggi biblici che non ci aspetteremmo, romanzi su conflitti familiari e sentimenti inconfessati, maschi selvatici, donne sottomesse, filosofi che non pensano solo alle pure idee platoniche… Ma perché allungare il discorso? Buona lettura, e… attenti al fuoco.


Disponibile su Amazon, nei formati Kindle e paperback. Chi acquisterà il cartaceo on line riceverà anche una copia elettronica in omaggio.


lunedì 23 luglio 2018

Il Simposio LGBT: L'essenziale è invisibile agli occhi

il simposio lgbt copertina luglio 2018“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Questo è il celebre segreto che la volpe confida al Piccolo Principe, dopo che lui l’ha “addomesticata”: ovvero, ha saputo costruire con pazienza un legame. Questa capacità permette di rendere unica una volpe fra centomila volpi, una rosa fra centomila rose… Perché rivela l’essenza di una persona, quella che non può essere riprodotta sotto forma di maschere e stereotipi.
Abbiamo scelto questa citazione, perché l’Invisibile è il tema che unisce più o meno tutto questo numero de Il Simposio. È ben presente l’ “invisibilità” sociale dell’identità di genere, quando non supportata da un aspetto fisico corrispondente alle aspettative. A essa, fa da contraltare la sempre maggiore volontà di visibilità da parte di persone transgender anche non medicalizzate. Perché, se non si apre la bocca per notificare la propria esistenza, non possono nemmeno aprirsi il cuore e la società per accoglierla. 
L’Invisibile è anche spirituale e religioso: torna così la questione di Sodoma e Gomorra, insieme a quella dell’alterità. Utilizzeremo la narrativa fantasy per mostrare cosa significhi portare dentro di sé un’identità che il corpo vorrebbe esprimere, trasformandosi. Un autorevole intervento illustra la situazione di bambini e adolescenti transgender. 
Poi, grazie a un film, rifletteremo sul conflitto fra la verità dei sentimenti e dettami di un’ideologia, peraltro abbracciata volontariamente. 
Prima di tutto questo, però, menzioneremo una “presenza invisibile” preziosa: quella di Corry Scifo, che ha abbandonato il mondo fisico - ma mai il sorriso, a dispetto di tutto.


Il Simposio LGBT - L'essenziale è invisibile agli occhi è disponibile come Kindle e come paperback. Chi comprerà la versione cartacea potrà avere anche quella Kindle in omaggio.

giovedì 26 aprile 2018

Il Simposio LGBT: Linee che s'intersecano

il simposio lgbt linee che s'intersecanoIntersezioni fra le discriminazioni e gli attivismi che le combattono. Intersezioni fra sentimenti diversi, ma non opposti, veicolati dall‟arte. Intersezioni fra vite che s‟incontrano a sul filo di un twist. Intersezioni fra diversi Paesi del mondo, per sapere cosa significhi essere gay laggiù. Intersezioni fra “sacro” e “profano”. Intersezioni di idee ed esistenze nei ricordi di un attivista “in pensione”. Intersezioni tra “diversi” che si scoprono “simili”. Questo e altro ci hanno ispirato un titolo tratto chiaramente da Se una notte d‘inverno un viaggiatore, di Italo Calvino. Buon viaggio a tutt* voi, lungo una rete di linee che s‟intersecano. 
Hanno collaborato: Pietro Antonazzi, Mario Artiaco, Mario Bonfanti, Nathan, Viviana Borrelli, Luca Foglia Leveque, Erica Gazzoldi, Damiano Dario Ghiglino, Anton Emilio Krogh, Raffaele Yona Ladu, Enrico Proserpio.

Disponibile in Kindle e paperback. Per quanto riguarda il precedente numero de Il Simposio, potete trovare informazioni qui.

mercoledì 31 gennaio 2018

Il Simposio LGBT: Incipit vita nova

Come dicevamo nella nostra presentazione, il 2017 è stato un anno difficile per Il Simposio. Abbiamo perso il nostro amato Alessandro Rizzo Lari; poi, si è dimesso il direttore storico, Danilo Ruocco. Ma la redazione ha ancora voglia di vivere, pensare e scrivere. Così, abbiamo trovato una nuova  direttrice, Erica Gazzoldi, e abbiamo aggiunto nuove firme alle nostre pagine. Questo è il risultato: il freschissimo numero del gennaio 2018, intitolato Incipit vita nova, con ovvio riferimento a Dante.


Un'altra novità sono i due formati in cui potete acquistarlo: Kindle e cartaceo (print on demand).

In questo numero, esploreremo (come sempre) varie tematiche: gli aspetti "queer" di Dio, una figura particolare del Buddhismo, un amore che dura oltre la morte, essere gay in altri Paesi, l'omosessualità nel genere fantasy, contrasti interni alla comunità LGBT... Hanno collaborato: Pietro Antonazzi, Michele Berton, Mario Bonfanti, Nathan, Viviana Borrelli, Franco Buffoni, Luca Foglia Leveque, Erica Gazzoldi, Gianni Geraci, Damiano Dario Ghiglino, Raffaele Yona Ladu, Luca Locati Luciani, Riccardo Strappaghetti, Leonardo Meda, Enrico Proserpio, Corrado Spanger, Mario Artiaco.