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lunedì 25 ottobre 2021

Gesti d'amore (olimpici e non)

 È trascorsa l'estate. 

Olimpiadi 2020

Un’estate pazzesca, nervosa, instabile, ancora attorniata da limitazioni e incertezze, da discussioni e interessi di potere, ma anche da tante soddisfazioni sportive.

Le Olimpiadi 2020 hanno segnato un traguardo positivo, entrando a pieno titolo nella storia: sia per le soddisfazioni a livello di prestazioni, medaglie e primati mondiali, sia per i gesti significativi, di rappresentanza, di slanci d'amore e di affetto verso tutta la comunità, come invito ad aprire la mente. Sono avvenuti tantissimi coming out volti a promuovere il coraggio, la forza e il rispetto - non solo in campo. 

Quelli di Tokio 2020 sono ufficialmente i giochi più inclusivi di sempre, con ben duecento atleti appartenenti alla comunità glbtqia+: il triplo rispetto a Rio 2016. (Fonte : Outsports.com) 

Lucilla Boari, con dolcezza, si é commossa davanti al video della sua compagna Sanna. 

Alice Bellandi ha dichiarato di amare il Judo e la sua fidanzata Chiara. Rachele Bruni, già ai giochi di Rio 2016, dedicò la medaglia alla partner Diletta. 

Rivendica con energia il diritto di amare e alla fluidità senza etichette Paola Egonu, che (tempo fa) dichiarò: "Mi sono innamorata di una donna, ma mi potrebbe succedere anche con un ragazzo: dov’è il problema?”. 

La vogatrice polacca Katarzyna Zillmann ha fatto coming out non appena tornata a terra, in televisione, sull’onda dell’emozione per la vittoria di un argento:

”È per la mia fidanzata”...


Stefano "Steven" Belloni


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sabato 10 ottobre 2020

Abbiamo bisogno di rabbini gay

 Introduzione

Il 27 Maggio 2019/22 Iyyar 5779, il rabbino Daniel Landes (che aveva già ordinato delle donne rabbine ortodosse nel 2016) ha ordinato rabbino a Gerusalemme Daniel Atwood, a cui la Yeshivat Chovevei Torah aveva negato l’ordinazione pur dopo avergli fatto quasi completare il corso di studi. Non è stata data una spiegazione (non sarebbe nemmeno consigliabile motivare pubblicamente i dinieghi, perché si rischia di cadere nella diffamazione o nella “lashon ha-ra‘ = lingua malvagia”), ma l’interessato sostiene che sia stata la risposta dell’istituzione al suo coming out come gay, avvenuto quattro anni fa. 

rabbini gay

Rav Daniel Landes ha ritenuto che non ci fosse motivo per negare a Daniel Atwood la “smikhah = imposizione delle mani, ordinazione”, perciò ha ordinato il primo rabbino ortodosso già dichiaratosi gay (rabbini dichiaratisi dopo l’ordinazione ce n’erano già, a cominciare da Steven Greenberg) ed ha difeso la sua scelta con l’articolo We Orthodox Jews desperately need gay rabbis, che ora vi traduco – le traduzioni di parole ed espressioni ebraiche precedute dall’ “=” sono mie, come le parole tra parentesi quadre, salvo questa: [malvagio], che è dell’autore.

 Traduzione

GERUSALEMME (JTA) — Il 27 Maggio [2019], la Jewish Telegraphic Agency ha riferito che avrei ordinato uno studente rabbinico ortodosso e gay a cui fu negata dalla sua “yeshiva = accademia rabbinica” ortodossa la possibilità di ricevere la “smicha = imposizione delle mani, ordinazione”. Il 27 Maggio [2019] così feci, ordinando rav Daniel Atwood in una cerimonia a cui partecipavano oltre 200 persone.

Sono da molto tempo un rabbino ortodosso, e so che la mia decisione susciterà shock ed esasperazione in molti membri della comunità ortodossa.

Ma so anche che la nostra comunità ha un disperato bisogno di rabbini ortodossi gay, e noi stiamo ignorando questa esigenza della comunità a nostro rischio e pericolo.

Levitico 18:22, che afferma che “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole” [Nuova Rivedutaaltre traduzioni cristiane] non è stato cassato dalla Torah. Ma questo precetto biblico non ci dà licenza di ignorare o maltrattare il significativo numero di ebrei attentamente osservanti che sono LGBTQ.

Sfortunatamente, spesso è accaduto proprio questo. L’approccio ortodosso contemporaneo a queste persone, con poche rimarchevoli eccezioni, si è dimostrato inutile o perfino pericoloso...


Raffaele Yona Ladu


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giovedì 3 settembre 2020

Esce "Il Simposio - La libertà del sole"

 Il titolo di questo Simposio fa venire in mente l’estate, la stagione del Pride - che, quest’anno, ha dovuto fare i conti con l’emergenza Covid. Pensare e scrivere, a ogni modo, non è interdetto e non diffonde il contagio. Ecco che la nostra esistenza e la nostra visibilità si sono espresse in questi articoli.

           


La libertà del sole… quella di risplendere sotto gli occhi di tutti; quella di creare (grazie alle gocciole d’acqua sospese in aria) i colori dell’arcobaleno: simbolo del movimento LGBT, ma anche famoso per aver accompagnato il motto “Andrà tutto bene”, durante la quarantena.

            Era libero come il sole Freddie Mercury, quando brillava nelle proprie performance. La nostra rubrica di cultura pop parla di Bohemian Rhapsody, il film che (tra diverse polemiche) ha fatto rivivere il suo mito. Della quarantena parla invece l’articolo di Nathan, mostrando cosa essa abbia significato per le persone LGBT: liberazione da dinamiche sociali tossiche (in alcuni casi) e prigione (in altri).

            La prigione peggiore, però, è quella che “nega il sole” di una visibilità rispettata a “minoranze nella minoranza”: come avviene agli asessuali, secondo Aleister Erika Lupano. È una nostra nuova penna, a cui diamo il benvenuto, così come a Giulia Cosmo Fragapane e Marco Sassaro.

Ormai classici (per la nostra rivista) sono invece i pezzi sulla sacralità del piacere: vedremo come l’eros possa farsi “libero” e “solare”.

            Dal godere al dovere: doverose considerazioni sulla proposta di legge contro l’omotransfobia avanzata dall’On. Zan.

            Il riferimento al sole presente nel titolo deve molto all’autore trattato nella nostra rubrica di letteratura: il poeta algerino Jean Sénac, che si firmava proprio con un sole stilizzato e cantava (fra l’altro) dell’ “amante di Helios” (= “sole”, in greco). Questo personaggio è un poeta guerriero che combatte per una terra in cui sia possibile la libertà: libertà dal colonialismo, ma anche dall’omofobia.

            Impossibile sembrerebbe invece il sogno di un Israele contemporaneamente aperto alle realtà LGBT e al rapporto sereno con la comunità palestinese…

            Decisamente meno utopico di quanto non possa sembrare è il potenziale liberatorio del Pride: un’occasione per “uscire dal buio” e vedere realmente “quanti siamo”, in tutta la dirompenza della folla.

            Nonostante la comunità LGBT sia ormai impossibile da ignorare, esistono ancora realtà (come quella degli ebrei ortodossi) che necessitano di affrontare l’esistenza di minoranze sessuali al proprio interno. Possono ancora permettersi di chiudere gli occhi o dovranno… guardare in faccia il sole?

Di certo, la luce della consapevolezza non può fare a meno delle parole, da sempre strumento per delineare nettamente la realtà nella nostra mente. Ecco perché tutte quelle “etichette” all’interno del “cappello LGBT” esistono e servono.

Un solo augurio: siate liberi di esistere… e di splendere.


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mercoledì 31 gennaio 2018

Il Simposio LGBT: Incipit vita nova

Come dicevamo nella nostra presentazione, il 2017 è stato un anno difficile per Il Simposio. Abbiamo perso il nostro amato Alessandro Rizzo Lari; poi, si è dimesso il direttore storico, Danilo Ruocco. Ma la redazione ha ancora voglia di vivere, pensare e scrivere. Così, abbiamo trovato una nuova  direttrice, Erica Gazzoldi, e abbiamo aggiunto nuove firme alle nostre pagine. Questo è il risultato: il freschissimo numero del gennaio 2018, intitolato Incipit vita nova, con ovvio riferimento a Dante.


Un'altra novità sono i due formati in cui potete acquistarlo: Kindle e cartaceo (print on demand).

In questo numero, esploreremo (come sempre) varie tematiche: gli aspetti "queer" di Dio, una figura particolare del Buddhismo, un amore che dura oltre la morte, essere gay in altri Paesi, l'omosessualità nel genere fantasy, contrasti interni alla comunità LGBT... Hanno collaborato: Pietro Antonazzi, Michele Berton, Mario Bonfanti, Nathan, Viviana Borrelli, Franco Buffoni, Luca Foglia Leveque, Erica Gazzoldi, Gianni Geraci, Damiano Dario Ghiglino, Raffaele Yona Ladu, Luca Locati Luciani, Riccardo Strappaghetti, Leonardo Meda, Enrico Proserpio, Corrado Spanger, Mario Artiaco.