Visualizzazione post con etichetta omosessualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omosessualità. Mostra tutti i post

giovedì 18 marzo 2021

Quelle come me

 Per quelle come me,

Splendori e miserie di madame royale
Da: Shivaproduzioni.com

la notte ha mille se…

se c’è o se non c’è,

si va o non si va?

… e se si va, però,

non si sa mai con chi!


Così canta Ada Mori, interpretando un brano di Fiorenzo Carpi: Quelle come me. La chiave d’interpretazione è l’inserimento della canzone nella colonna sonora di Splendori e miserie di Madame Royale (1970; regia di Vittorio Caprioli). “Madame Royale” è il nome assunto dall’attempato omosessuale Alessio Pandora (Ugo Tognazzi), quando può manifestare la propria personalità vestendosi da nobile settecentesca alle feste che organizza in casa. Insomma, “quelle come lei” sono coloro che la società condanna come “checche”, “invertiti” o “effeminati”. Coloro che - vestiti da donna o meno - sognano l’uomo della propria vita, cercandolo nottetempo in battuage pieni di promesse… ma anche di pericoli. Proprio un incontro notturno costerà ad Alessio tutta la propria esistenza [...]

Splendori e miserie di Madame Royale è una pellicola contestata, ma nondimeno storica e coraggiosa per l’epoca. Tanto da aver meritato un saggio a essa dedicato: Quelle come me. La storia di “Splendori e miserie” di Madame Royale (Varazze 2020, PM Edizioni). L’hanno firmato due nomi significativi della storiografia LGBT: Andrea Meroni e Luca Locati Luciani. La prefazione è di Vieri Razzini e il volume ha visto la collaborazione di Giovanbattista Brambilla. Contiene interviste con Franca Valeri, Ricky Tognazzi, Pier Luigi Pizzi e altri...

Erica Gazzoldi




Prosegue su: Il Simposio - Quell* come noi. Disponibile su Amazon come Kindle e cartaceo.

sabato 2 gennaio 2021

Silvia è un anagramma

 

silvia è un anagramma franco buffoni
Silvia, rimembri ancora

Quel tempo della tua vita mortale,

Quando beltà splendea

Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,

E tu, lieta e pensosa, il limitare

Di gioventù salivi?



 

Questi versi di Giacomo Leopardi (Recanati, 1798 - Napoli, 1837) saranno suonati ben familiari a qualsiasi lettore. In essi, il nome di “Silvia” è un anagramma: quello di “salivi”, la parola in chiusura della strofa. Era anche uno pseudonimo, dato che la dedicataria (la figlia del cocchiere di casa Leopardi) si chiamava Teresa. Oltre a ciò, “Silvia” è un modo obliquo per parlare del senso di esclusione dalle gioie della vita (quelle amorose nella fattispecie) cronicamente provato dal giovane Giacomo. Un’esclusione non dovuta tanto all’aspetto fisico, ma probabilmente alla sua omosessualità, come deduce Franco Buffoni.

            Dopo Due pub, tre poeti e un desiderio (Milano 2019, Marcos y Marcos), il poeta biografo torna ad analizzare le vite e gli scritti di altri tre autori. Una volta occupatosi del mondo anglosassone con George Byron, Oscar Wilde e W.H. Auden, Buffoni è tornato idealmente in Italia, per parlare di Giacomo Leopardi, Giovanni Pascoli ed Eugenio Montale. Essi sono l’argomento del saggio Silvia è un anagramma (Milano 2020, Marcos y Marcos).

            Tutti e tre hanno avuto una vita sentimentale e un rapporto col mondo femminile a dir poco peculiare. Però, nessuno degli accademici che hanno trattato della loro vita ha mai osato ipotizzare apertamente che ciò fosse dovuto all’omosessualità. È quello che l’autore chiama “neutro accademico eterosessuale italiano”: ovvero, il dare per supposto che un grande poeta (ove non esplicitamente indicato) sia eterosessuale, considerando questa opzione come “ovvia” e “normale”. Eppure, comprendere se un autore fosse o meno attratto dalle donne getterebbe luce sul significato di buonissima parte della sua opera, perlomeno laddove essa tratta degli affetti e del suo senso di “diversità” rispetto al resto degli uomini. Lungi dall’essere un pettegolezzo biografico, l’eventuale omosessualità di un poeta sarebbe una chiave d’interpretazione cruciale...


Erica Gazzoldi


Continua su Il Simposio - Anagrammi. Acquistabile su Amazon come Kindle o in formato cartaceo.

martedì 6 ottobre 2020

Jean Sénac: "Per una terra possibile"

 Nell’ottobre 2019, è uscito Per una terra possibile, di Jean Sénac (traduzione e cura di Ilaria Guidantoni; testi francesi a fronte; Sestri Levante 2019, Oltre Edizioni).  È l’edizione italiana di Pour une terre possible  (Marsa, Paris 1999). La pubblicazione dell’opera fa parte del progetto Jean Sénac, “il Pasolini d’Algeria”. Il parallelismo non è stato istituito solo da Oltre Edizioni [1] . Come recita il risvolto di copertina di Per una terra possibile, la poesia di Sénac è stata etichettata come “anticolonialista, militante socialista e identificata con un erotismo libertino e libertario.” Anche Sénac, come Pasolini, morì assassinato in circostanze misteriose. Algerino, cristiano e anarchico, si batté per realizzare uno Stato indipendente ove ogni diversità fosse accettata: anche la sua omosessualità

 Chi era Jean Sénac? 

jean sénac per una terra possibile

Jean Sénac nacque nel 1926 a Béni-Saf, piccolo porto minerario, poi da pesca. Sua madre era di origini spagnole e il padre (forse gitano) è tuttora sconosciuto. Nel 1929, la madre si risposò con un francese che diede il proprio cognome al figliastro. La propria condizione di “figlio illegittimo”, a ogni modo, influenzò Sénac, dandogli una chiave di lettura globale della sua vita. Fu infatti “illegittimo” e “meticcio” in qualsiasi situazione, non potendosi identificare né come colonizzatore, né come colonizzato. [2] Nel romanzo Ébauche du père (= “Ritratto incompiuto del padre”), il poeta rivendicò la propria “algerinità” come identità multipla: “Io sono di questo Paese. Io sono nato arabo, spagnolo, berbero, ebreo, francese.” [3] Il suo essere “meticcio” riguarda anche la scrittura: si considerava un autore algerino che scriveva in francese... [4]


Erica Gazzoldi


[1] Lo si ritrova, per esempio, anche nella prefazione di René de Ceccatty a: Jean Sénac, OEuvres poétiques, Actes Sud, 2019. Ne parla Serge Martin, in: «Jean Sénac: le poème qui fait le plein de corps», Voix et relation, 20/04/2019 . URL : https://ver.hypotheses.org/3269

[2] Cfr. Blandine Valfort, « Jean Sénac : l’Algérie au corps », La Vie des idées , 19 juillet 2013. ISSN : 2105-3030. URL : https://laviedesidees.fr/Jean-Senac-l-Algerie-au-corps.html

[3] Ibidem.

[4] Ibid.


Continua su Il Simposio - La libertà del sole. Disponibile su Amazon come Kindle e cartaceo.

lunedì 16 marzo 2020

Due pub, tre poeti e un desiderio


“Omosessualità” e “letteratura” sono due termini spesso accostati: probabilmente, perché l’arte è proprio il portale ideale da cui far emergere le proprie pulsioni senza essere accusati di squallore. O perché agli artisti la censura del senso comune concede più facilmente di poter essere “diversi”, “tanto si sa che sono strani” (come vuole un luogo comune).
            Comunque sia, alcuni fra i più illustri personaggi notoriamente omosessuali sono poeti. A tre di loro, Franco Buffoni ha voluto dedicare un volumetto biografico: Due pub, tre poeti e un desiderio. Per i cinquant’anni di Stonewall (1969-2019) e la nascita dei Pride  (Milano 2019, Marcos y Marcos). 
franco buffoni due pub tre poeti e un desiderio
            I tre poeti sono: George Gordon Byron (1788-1824); Oscar Wilde (1854-1900); Wystan Hugh Auden (1907-1973). Come recita la quarta di copertina, le loro vicende vengono narrate da Buffoni come se le loro tre vite fossero una sola. Ebbero in comune il fatto di essere “poeti e uomini d’azione, grandi narcisisti e personaggi pubblici: presero coraggiose posizioni politiche e civili e le difesero, vennero esaltati, adorati, ma conobbero anche l’esilio e la polvere” (dalla quarta di copertina). L’unione delle loro biografie è anche uno scorcio di storia dell’Inghilterra: come ricorda l’autore, qui l’omofobia è attualmente un reato, ma (fino a cinquant’anni fa) era reato l’omosessualità.
            Dei due pub, uno (ovviamente) è lo Stonewall Inn di Christopher Street a New York, che diede il proprio nome ai primi moti di liberazione delle minoranze sessuali (1969). L’altro è lo White Swan di Vere Street a Londra. Qui, l’8 luglio 1810, la polizia fece irruzione e trovò il rev. John Church intento a celebrare un matrimonio fra due uomini. Ecco cosa si celava dietro l’esclusività del locale, che era riservato a clienti “iniziati”: la possibilità di incontri omosessuali per uomini. Ne derivarono due esecuzioni capitali precedute da gogna e una serie di condanne al carcere duro, sempre precedute da gogna. Quest’ultima era una pena particolarmente dura per chi era accusato di sodomia: i passanti, ben lungi dall’essere indulgenti come poteva avvenire in altri casi, amavano scagliarsi contro gli omosessuali così esposti, sfigurandoli e provocando loro gravi ferite, se non la morte. Non parliamo poi dei conseguenti suicidi, dei figli costretti a cambiare cognome, delle famiglie ridotte in miseria. Di tutto questo parla Buffoni. Due pub, due simboli della condizione delle minoranze sessuali, fra repressione e ribellione. Quanto al desiderio, non c’è bisogno di spiegare quale sia: è l’attrazione erotica per le persone del proprio sesso...

Erica Gazzoldi


Continua su Il Simposio - Dietro il veloDisponibile su Amazon in formato Kindle. Il programma Amazon Kindle è scaricabile gratuitamente.

martedì 24 dicembre 2019

Intervista con Davis Mc-Yalla: aperture LGBT nel dialogo interreligioso?



Davis Mac-Yalla, religiosamente, è anglicano, è nato in Nigeria ed ha lasciato il paese perché l’essere omosessuale metteva la sua vita in pericolo. Ha fondato nel 2016 ad Accra (Ghana) l’Interfaith Diversity Network of West Africa (https://itdnowa.org), che inquadra i diritti LGBT+ come diritti umani e vuol trasformare le teologie prevalenti in Africa.

Raffaele (ebraicamente Yona) Ladu è un ebreo umanista (http://www.shj.org/) che lavora in una banca di Verona; una diagnosi di autismo lo rende alquanto sensibile alle problematiche LGBTQIA+ ed ha incontrato una prima volta Davis Mac-Yalla a Tel Aviv-Yafo (Israele) nel 2015, alle celebrazioni del 40° di attività di A Wider Bridge (https://awiderbridge.org/), un’organizzazione ebraica americana LGBTQ, affiliata a Keshet Gaavah (il Congresso Mondiale degli Ebrei LGBT+, http://glbtjews.org/), che catalizza un sostegno (non esente da critiche) verso lo stato d’Israele e la sua comunità LGBTQIA+. In quell’occasione, Davis Mac-Yalla perorava la causa dei rifugiati africani a causa della loro identità sessuale.

Luigia Sasso lavora all’ASSL 9 di Verona. Nel 2013, ha sposato Raffaele Yona Ladu. Appartiene alla Chiesa Valdese di Verona, in cui è molto attiva nella diaconia. Una delle sorelle di chiesa ghanesi ha sentito l’ispirazione di invitare Luigia e Raffaele in Ghana per il Natale 2018, e questo ha reso possibile quest’intervista. Le domande senza autore sono di Raffaele. 

cristiani omosessuali


***
Buonasera, Davis. Come mai hai creato la tua organizzazione proprio ad Accra? Ho letto che, nel 2007, si tentò di organizzare una conferenza sull’omosessualità, ma essa fu proibita.

Non la organizzammo noi; noi siamo riusciti a tenerla nel 2017.

Vuol dire questo che in dieci anni è cambiato l’atteggiamento della società ghanese verso l’omosessualità?

Beh, in questo paese l’omosessualità è illegale, quindi le persone devono essere molto caute, riservate ed estremamente guardinghe. Quello che fa l’Interfaith Diversity Network che presiedo è promuovere la giustizia sociale ed i diritti umani attraverso le fedi: il che vuol dire che ci va bene quello che fai, ed il messaggio che vogliamo promuovere è che i diritti umani fanno parte della fede, del proprio credo, e che bisogna radunare gli emarginati e cominciare a parlare della loro situazione. Questo è quello che stiamo facendo; siamo ebrei, cristiani, mussulmani, eccetera, e non conta il tuo background religioso – perché siamo una cosa sola.
Quando organizziamo un’iniziativa, è interreligiosa; non diciamo che è gay od omosessuale, per cui non facciamo le cose clandestinamente, ma ci mettiamo la faccia...

Intervista a cura di Raffaele Yona Ladu


Continua su Il Simposio - Il coraggio di essere. Disponibile su Amazon nei formati Kindle e paperback


martedì 3 settembre 2019

Da Urano con orgoglio: la storia di Karl Heinrich Ulrichs


karl heinrich ulrichs
Karl Heinrich Ulrichs

Il 28 giugno di quest’anno, si sono celebrati i 50 anni da quella che è giustamente vista come una delle pietre miliari nella costruzione di un moderno movimento di liberazione LGBTI+. Quell’atto di ribellione da parte di persone trans*, gay, lesbiche, bisessuali contro l’ennesimo controllo di polizia dalle modalità omotransfobiche. In questo caso all’interno dello Stonewall Inn, locale situato nel Greenwich Village di New York. Non fu la prima protesta di questo tipo e non pose nemmeno fine ai raid polizieschi in locali frequentati da persone LGBTI+. Contribuì però sicuramente al risveglio in molte di queste persone di uno spirito ribelle, non più disposto ad aspettare inerme che la società potesse cambiare atteggiamento nei loro confronti, ma intenzionate ad essere loro le artefici di un cambiamento della società stessa. Il lungo cammino di liberazione che avrebbe portato ai Moti dello Stonewall Inn era però iniziato oltre un secolo prima e con modi che oggi potrebbero apparire superati, ma che all’epoca furono altrettanto rivoluzionari. 
Nel corso del XIXesimo secolo, infatti, un numero considerevole di intellettuali, scienziati, medici europei cercò di combattere contro i pregiudizi e le leggi apertamente omotransfobiche in vigore presso la stragrande maggioranza delle nazioni del Vecchio Continente.  
Tra le figure più importanti per la nascita di quello che oggi è indicato come movimento pre-omofilo, ovvero il primo movimento di liberazione delle persone omosessuali (ma aggiungerei anche delle persone trans*, in alcuni casi), ci fu il tedesco Karl Heinrich Ulrichs, nato il 28 agosto del 1825 nel villaggio di Westerfeld, nella Germania nord occidentale, all'epoca facente parte del Regno di Hannover.


Sin da giovanissimo capì di provare attrazione per persone dello stesso sesso e, nel 1839, all'età di quattordici anni, ebbe il suo primo rapporto sessuale con il suo istruttore di equitazione.
Dopo essersi laureato in diritto e teologia all'Università di Göttingen nel 1846, completò i suoi studi in storia all'Università di Berlino. Trovò poi lavoro come consulente legale ufficiale presso la corte distrettuale di Hildesheim, sempre nel Regno di Hannover; ma, nel 1859, venne licenziato proprio a causa della sua omosessualità.
Tre anni dopo, prese coraggio e decise di rivelare il proprio orientamento sessuale alla famiglia e agli amici. Nello stesso periodo, iniziò anche a scrivere, sotto lo pseudonimo di Numa Numantius, i suoi primi cinque saggi, raccolti nel volume Forschungen über das Rätsel der mannmännlichen Liebe (Studi sugli enigmi dell'amore tra uomo ed uomo)... 


Luca Locati Luciani


Prosegue su Il Simposio - Diamanti. Disponibile on line nella versione Kindle paperback. Chi ne ordinerà una copia cartacea riceverà quella elettronica in omaggio.

venerdì 2 agosto 2019

Il Simposio - Diamanti




I diamanti… Sfavillanti, preziosi, rari. Evocano immediatamente una vita da star. E di star trabocca effettivamente questo numero: a partire da Madonna, che ha riecheggiato la strage di Orlando nel testo e nel videoclip del brano God Control
il simposio rivista diamanti

Per contro al summenzionato “controllo di Dio”, vedremo il cenno al cuore rivoluzionario del Cristianesimo: realtà, illusione od obiettivo? Ma si può pensare anche a un’utopia laica, come quella della dott.ssa Roberta Ribali.
I diamanti sono anche una delle passioni di Roberto Adiamante, uno dei protagonisti della trilogia narrativa A-Diamond. Nata dalla penna di un giovane autore che scrive dietro pseudonimo, racconta la vita dei coniugi Adiamante, marito e marito, che hanno saputo costruirsi la propria favola: riscattarsi dalla povertà e dall’omofobia, costruire un impero della moda, creare un nuovo sport, lanciare uno stile di vita. Ma, anche su questa utopia fiabesca, incombono le ombre del mondo reale…
Come le pietre preziose, brilla anche il desiderio di vivere alla luce del sole: essa emerge nell’opera di Monica Romano dedicata alle persone transgender e al mondo del lavoro (Diurna). La firma dell’autrice, insieme a quelle di Laura Caruso, Nathan Bonnì, Daniele Brattoli e del circolo culturale Rizzo Lari (ex Harvey Milk), compare anche in calce alla lettera aperta alle istituzioni milanesi, circa la condizione delle persone transgender nel capoluogo lombardo.
Lotta politica, elaborazione intellettuale e dignità che contrastano con l’immagine mediatica troppe volte propinata della transessualità. Lo vedremo nell’analisi di una puntata de “Le Iene”, dedicata a un pruriginoso esperimento di Vladimir Luxuria sulla app d’incontri Tinder.
Era un diamante anche Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), pensatore che gettò le basi dell’orgoglio omosessuale: anzi, della consapevolezza e dell’autostima. Ospitiamo qui l’autorevole contributo di Luca Locati Luciani sulla sua figura.
Poi, fotografie sexy e vignette, per ricreare l’occhio con un altro tipo di scintillii…
Ulteriore chicca di questo numero sono le nuove firme di Silvia Molè e Rita Ricciardelli.
Buona lettura!

Il Simposio - Diamanti è disponibile nel formato Kindle e in paperback. Chi ne acquisterà una copia cartacea riceverà la versione ebook in omaggio.


giovedì 1 novembre 2018

Il Simposio LGBT: Il gender sul tetto che scotta

Con grandissimo piacere, annunciamo l'uscita del nuovo Simposio: Il gender sul tetto che scotta. Perché un titolo così apparentemente nonsense, per il numero dell'ottobre 2018? 
il simposio lgbt il gender sul tetto che scotta copertina

La gatta sul tetto che scotta (Cat On a Hot Tin Roof) è una commedia composta nel 1954 da Tennessee Williams e trasformata in film nel 1958 (regia di Richard Brooks). È la storia di Maggie, che è riuscita a salire la scala sociale sposando Brick Pollitt, ex campione sportivo. Peccato che quest’ultimo si sia dato all’alcolismo e non abbia mai consumato il matrimonio. Causa di entrambe le cose è, probabilmente, la mai superata passione di Brick per un compagno di squadra, morto suicida. Maggie si trova dunque ad essere una “gatta sul tetto che scotta”: pur sentendosi male in quella situazione, è decisa a non cadere, per non perdere lo status conquistato e tornare nella povertà.
Abbiamo voluto alludere a quest’opera nel titolo, perché tratta di una questione (l’omosessualità velata) legata all’ambito di cui ci occupiamo. Ma anche (e soprattutto) perché questo numero scotta in molti sensi. La parola gender ha ormai sostituito diverse paure più fruste e noiose (gli alieni, i licantropi, i vampiri…), pertanto figura benissimo sulla copertina di un numero che esce nel mese di Halloween. Come potete vedere, in copertina non scotta solo il titolo… Ringraziamo Loki, il nostro “Mister Simposio”, che ha posato per il buon Nathan e che - appropriatamente - si fa chiamare come un dio seduttore e misterioso, non di rado legato al fuoco. Ma, oltre a fotografie di nudo artistico, troverete materiali che “scottano” in senso più intellettuale: la questione della pedofilia, la transgenerità latente in tutt*, una vita rovinata (e risorta) per il coraggio di una denuncia, personaggi biblici che non ci aspetteremmo, romanzi su conflitti familiari e sentimenti inconfessati, maschi selvatici, donne sottomesse, filosofi che non pensano solo alle pure idee platoniche… Ma perché allungare il discorso? Buona lettura, e… attenti al fuoco.


Disponibile su Amazon, nei formati Kindle e paperback. Chi acquisterà il cartaceo on line riceverà anche una copia elettronica in omaggio.


mercoledì 5 settembre 2018

"Ancora su Sodoma" di Raffaele Yona Ladu


 L’articolo di Padre Enrico Proserpio su Sodoma e l’onanismo pubblicato su Il Simposio - Linee che s’intersecano è fatto molto bene, ma mi permetto di proporre ulteriori considerazioni su Sodoma, da un punto di vista ebraico. 



Un interessante commento alla vicenda di Sodoma è fornito dai Vangeli – leggiamo Matteo 10:11-15 (versione Nuova Riveduta – come tutte le successive):

11 In qualunque città o villaggio sarete entrati, informatevi se vi sia là qualcuno degno di ospitarvi, e abitate da lui finché partirete.
12 Quando entrerete nella casa, salutate.
13 Se quella casa ne è degna, venga la vostra pace su di essa; se invece non ne è degna, la vostra pace torni a voi.
14 Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere dai vostri piedi.
15 In verità vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città.

Matteo 10:11-15 ha il suo parallelo in Luca 10:5-12:

05 In qualunque casa entriate, dite prima: "Pace a questa casa!"
06 Se vi è lì un figlio di pace, la vostra pace riposerà su di lui; se no, ritornerà a voi.
07 Rimanete in quella stessa casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno del suo salario. Non passate di casa in casa.
08 In qualunque città entriate, se vi ricevono, mangiate ciò che vi sarà messo davanti,
09 guarite i malati che ci saranno e dite loro: "Il regno di Dio si è avvicinato a voi".
10 Ma in qualunque città entriate, se non vi ricevono, uscite sulle piazze e dite:
11 "Perfino la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scotiamo contro di voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio si è avvicinato a voi".
12 Io vi dico che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile della sorte di quella città.

L’accenno a Sodoma non si trova invece in Marco 6:10-11:

10 Diceva loro: «Dovunque sarete entrati in una casa, trattenetevi lì, finché non ve ne andiate da quel villaggio;
11 e se in qualche luogo non vi ricevono né vi ascoltano, andando via, scotetevi la polvere dai piedi come testimonianza contro di loro».

Nessuno dei tre vangeli sinottici prende in considerazione la possibilità che i 12 apostoli siano stuprati da chi non li accoglie, eppure Matteo e Luca minacciano alle città che li respingono un castigo della stessa qualità e di maggior gravità di quello di Sodoma...

Raffaele Yona Ladu

Continua su Il Simposio - L'essenziale è invisibile agli occhi. Disponibile nelle versioni Kindle e paperback. Chi acquista la versione cartacea potrà avere in omaggio anche quella elettronica.

martedì 21 agosto 2018

"Brotherhood: la fratellanza oltre il pregiudizio" di Luca Foglia Leveque


Brotherhood inizia con un semplice ciao, uno sguardo. È notte fonda e, in un parco della fredda Danimarca, due uomini stanno per scambiarsi delle effusioni. Uno invita l’altro a lasciarsi guardare, a spogliarsi. Ma l’incontro fugace nasconde una trappola: Jimmy, militante dell’estrema destra, non è lì per fare sesso; è lì per punire – in gruppo – i froci. Jimmy colpisce il malcapitato e poi, con l’aiuto di alcuni complici nascosti nel buio, lo ferisce fino a farlo sanguinare. La lezione è stata impartita, il frocio può andare. 

Le persone, così si dice, non si incontrano mai per caso...
Lars, militare ambizioso e in attesa di una promozione, viene additato e accusato: ha cercato di sedurre dei suoi sottoposti. Lui nega, è costernato, sono solo luride bugie. Che cosa ne sarà del suo futuro e della sua carriera? Casualmente, dopo aver lasciato l’esercito, si unisce al gruppo neonazista di cui fa parte Jimmy. Lars, in breve tempo, ottiene consensi e fiducia. È brillante, innovativo, diverso... e le sue idee fanno breccia nel cuore di tutti. Jimmy, membro di spicco del gruppo, dovrà istruire il nuovo compagno. Stringono un rapporto fraterno, pieno di abbracci, di approvazione e occhiate fin troppo confidenziali...

Luca Foglia Leveque

Continua su Il Simposio - L'essenziale è invisibile agli occhi. Disponibile come Kindle e come cartaceo. Chi acquista la versione cartacea può ricevere quella Kindle in omaggio.


mercoledì 6 giugno 2018

"La forma dell'acqua" di Luca Foglia Leveque

la forma dell'acqua film
Fonte: loschermo.it
Le mani di Elisa Esposito si muovono con dolcezza e forza, con gesti lenti e veloci. Le sue mani sono parole, messaggi, silenzi. Il suo mutismo - provocato da un’operazione alle corde vocali - la rende una diversa. Ed è proprio con i diversi che Elisa ama confrontarsi e relazionarsi: i suoi migliori amici sono la collega Zelda e il vicino di casa Giles, una donna nera e un omosessuale. L’America in cui vive la signorina Esposito è quella dei primi anni Sessanta: bigotta, conformista e acerrima nemica della Russia. La nazione più potente del mondo non ha molto da offrirle e le giornate della principessa senza voce trascorrono tutte allo stesso modo. Si sveglia, si masturba nella vasca ad occhi socchiusi, mangia, si prepara e va a lavorare. Pulisce e lustra gli uffici e i bagni del laboratorio militare dove è impiegata... e, poi, sogna. I sogni e i desideri di Elisa vengono accolti da Giles, illustratore e pittore, poeta del colore. Lui, innamorato di un barista giovane e piacente, deve fare i conti con il disprezzo che l’America pre-Stonewall riserva a chi è gay.
Essere neri, muti, omosessuali: non c’è differenza alcuna. Se sei diverso, verrai comunque giudicato e accantonato. 
La vita di Elisa, però, sta per cambiare: il suo principe è giunto e, ovviamente, è muto come lei. La strana creatura, un anfibio antropomorfo, possiede doti straordinarie e il suo potere è fonte di intrighi tra russi e americani. Il mostro acquatico, rinchiuso nel laboratorio dove lavora Elisa, mette in evidenza il lato oscuro di alcuni uomini e quello puro di chi sa parlare con il cuore.
La forma dell’acqua è una storia d’amore tra diversi in grado di scoprirsi simili, tra due esseri destinati a lasciare il mondo che tutti conosciamo per scoprirne uno lontano e privo di parole... 

Luca Foglia Leveque


Continua su Il Simposio - Linee che s'intersecano. Disponibile 
nelle versioni Kindle e paperback.

mercoledì 30 maggio 2018

"How to get away with murder" di Viviana Borrelli


Coliver: incontri che ti cambiano


È un thriller giudiziario americano trasmesso dalla ABC a partire dal 2014, creato da Peter Nowalk e prodotto da Shonda Rhimes.
Sin dai primi minuti di visione, si è catapultati in una storia avvincente, misteriosa, noir. In un turbinio di flashback e flash-forward, passato, presente e futuro dei personaggi sono sapientemente ricamati tra loro, creando una trama avvincente e ricca di colpi di scena.
Annalise Keating, avvocato e docente di diritto penale presso una prestigiosa università, sceglie i migliori cinque studenti del suo corso per affiancarla nei suoi casi giudiziari, supportata dai suoi fidati collaboratori: Frank Delfino e Bonnie Winterbottom (una straordinaria Liza Weil).
La recitazione dell’intero cast è eccellente; siamo davanti a uno show di una qualità molto, molto alta e la prima stagione, composta da quindici episodi, è un susseguirsi di colpi di scena mai banali. Decine di tasselli che, via via, danno vita a un quadro intrigante e sorprendente.
Nel corso dei casi giudiziari, facciamo la conoscenza dei vari personaggi. 
how to get away with murder prima serie

Viola Davis, magnifica nel ruolo di Annalise Keating, è il perno attorno al quale ruota lo show. Con una interpretazione davvero notevole, ha saputo colorare la sua Annalise di meravigliose sfumature. Tanto forte e decisa sul lavoro, quanto fragile nel privato.
Tra i coprotagonisti, spicca il personaggio di Connor Walsh, interpretato da un eccellente Jack Falahee. Un giovane uomo, scaltro e privo di scrupoli che sfrutta la sua omosessualità per carpire informazioni utili ai casi, con l’obiettivo di farsi notare da Annalise e diventare il primo del corso. Finalmente, ci si distacca dagli stereotipi: Connor non si nasconde, non ha paura di se stesso, non chiede scusa per ciò che prova. Connor è pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi, senza ripensamenti o particolari scrupoli; ma l’incontro con il timido Oliver lo cambierà profondamente...

Viviana Borrelli

Continua su: Il Simposio - Linee che s'intersecano. Disponibile nelle versioni Kindle e paperback.


lunedì 26 febbraio 2018

"Carlo e Corrado: l'Amore oltre la morte" di Mario Artiaco

"La morte pone fine ad una vita, non ad una relazione" (M. Albom)

Una meravigliosa storia d'Amore che continua attraverso il ricordo di Corrado e a causa delle lotte che il nostro Paese incivile, attraverso alcuni suoi rappresentanti, ci costringe a combattere. 
Corrado Spanger ci racconta di Carlo, in questa intervista a cuore aperto. Carlo, il suo amore di una vita, prosegue il suo viaggio nella quinta dimensione. 
La loro storia torna alla ribalta per la scellerata e meschina mozione proposta da un consigliere di "Forza Italia" del comune di Mariano Comense, secondo la quale la tomba di Carlo deturperebbe il decoro pubblico. 
Ma andiamo con ordine. 
carlo annoni e corrado spanger


Chi era Carlo e cosa eravate assieme?

Carlo Annoni, attore, regista e conoscitore teatrale, infermiere, terapista reflessologo, pittore, creativo, nato a Carate Brianza il 16 luglio 1955. Dall'undici aprile 2017, si è trasferito nella quinta dimensione, dove recita senza peli sulla lingua, come suo costume, i testi che ci meritiamo di sentire.

Nel 2010, a Londra, l'unione civile, poi ribadita e convalidata soltanto nel novembre del 2016 nel nostro Paese, grazie alla legge Cirinnà. Quanta strada credi ci sia ancora da fare qui da noi e cosa pensi intralci questo percorso di Amore e condivisione?


Amava il mondo, il teatro, le persone, gli amici e amava anche me (Radovan Corrado Spanger) con tutto se stesso.  Eravamo uniti civilmente, prima a Londra (18 settembre 2010), poi uniti in matrimonio ancora a Londra (5 giugno 2015) e, finalmente, in Italia (8 novembre 2016). Penso che la strada da fare dipenda da noi: in 36 anni di vita di coppia - eravamo da sempre dichiarati in famiglia e nella società - la contestazione della tomba colorata è stato curiosamente il primo episodio che ci abbia riguardato direttamente, in cui si possano intravvedere aspetti omofobici (peraltro non dichiarati). Vivere (e anche morire) alla luce del sole è l'unica strada per avere rispetto...

Mario Artiaco

Continua su: Il Simposio - Incipit vita nova (gennaio 2018). Acquistabile qui.

domenica 25 febbraio 2018

"La Bibbia e la condanna della prostituzione maschile" di padre Enrico Proserpio

La condanna dell’omosessualità da parte dei testi biblici viene spesso data per scontata. In realtà, tale non è e andrebbe discussa con più profondità. In particolare, è necessario distinguere tra la condanna dell’omosessualità tout court (non così chiara come molti beghini vorrebbero far credere) e la condanna della prostituzione maschile (più definita e netta). Di questo tema mi occuperò in questo articolo, partendo dall’Antico Testamento e vedendone i successivi sviluppi.
 
bibbia condanna omosessualità

La storia narrata nell’Antico Testamento è la storia mitologica del popolo di Israele. Le parti più antiche (Genesi, Esodo…) sono mito vero e proprio, mentre quelle che narrano i fatti di epoche storiche più recenti sono un amalgama di fatti reali, racconti di miracoli e interventi divini.
Ciò che si può notare, al di là dei significati religiosi e spirituali, è la volontà di creare un’identità di popolo a partire da tribù diverse di pastori nomadi. Per far questo, si rese necessaria una storia comune, che desse a tutti il senso dell’appartenenza (la comune discendenza da Abramo) e una cultura fatta di leggi, usanze e comportamenti, oltre che di credenze religiose, che distinguessero gli Israeliti dagli altri popoli.
Ovviamente, la creazione di questa nuova identità e cultura non è stato un atto deliberato e conscio. Si è trattato, piuttosto, di un processo antropologico complesso e lungo, fatto di tradizioni antiche e nuovi elementi che si incontrano, si scontrano, si fondono e si alterano, finendo col creare una cultura organica e strutturata. Lo dimostra la permanenza, nel mito biblico, di elementi provenienti da miti precedenti, come il diluvio universale, già narrato nella mitologia sumera.

Se, poi, si considera che alcuni dei fatti narrati sono stati tramandati oralmente per secoli prima di essere fissati tramite la scrittura, possiamo ben comprendere come mai siano stati alterati e si siano coloriti di elementi divini e miracolosi. Pensiamo, per esempio, all’Esodo. È probabile che le tribù in fuga dall’Egitto abbiano marciato anche di notte, per allontanarsi il più velocemente possibile. Le torce usate per vedere la strada, nei secoli di racconto orale, si sono trasformate nella colonna di fuoco del terribile Dio degli eserciti...

Padre Enrico Proserpio

Continua su: Il Simposio - Incipit vita nova (gennaio 2018). Acquistabile qui.