domenica 27 settembre 2020

Da vittime a carnefici: cos'è l'acefobia

 Da anni, giustamente, le comunità omosessuali e bisessuali denunciano gli orrori delle terapie riparative, degli stupri correttivi e di tutti i parafernali di abuso travestiti da pseudo-scienza per “guarire” dal male dell'omosessualità. 

acefobia asexual exclusion

Eppure, per una fetta della comunità omo\bi e diversi attivisti, sembra che il diritto a non subire torture e vivere serenamente il proprio orientamento erotico-affettivo non valga per le persone asessuali (o ace). Negli scorsi mesi, ho assistito con estremo sgomento ad un’escalation di violenza verbale, stalking e letterale persecuzione ai danni della comunità asessuale.

Si può cominciare col caso (scoppiato in rete) di un attivista gay che ha scritto pezzi in cui inneggiava al trattamento psichiatrico obbligatorio delle persone ace e che (quando diverse persone hanno cercato di interagire con lui per tentare di spiegare perché si sbagliasse) si è dato a vere e proprie campagne di stalking e molestie sessuali online. Per intenderci: parliamo di insulti ossessivi, minacce di stupro correttivo, invio non richiesto di fotografie delle proprie parti intime e altre azioni del genere.

 

Qualche reazione a difesa della comunità ace è stata intrapresa da singoli individui in disaccordo con questa politica dell'odio, dalle associazioni ace stesse e di alcuni gruppi online di persone civili. Le grandi associazioni LGBT+, quelle che pretendono di rappresentare la comunità tutta, sono rimaste in un agghiacciante silenzio.

Cosa che ha dato la stura ad un fiume escrementizio nel quale anche attivisti storici si sono sentiti in dovere di aggiungersi al coro di chi, come minimo, invoca il trattamento sanitario obbligatorio.

Questi sono esempi diventati celebri grazie alla cassa di risonanza dei social media; ma la realtà che vivono le persone asessuali è fatta di micro e macro violenze quotidiane. È fatta di energumen* che si sentono in dovere di contattarle per convincerle che hanno solo bisogno di scopare per cambiare idea, per informarle che con un bello stupro poi non potranno più fare a meno di fare sesso, di comunicare (dall'alto della loro laurea all'università della vita) che sono malate e hanno bisogno di cure. Di molestie via web o di persona da parte di una grossa fetta di individui assolutamente convinti di dover “convertire” la persona asessuale, di doverle imporre non solo il sesso in sé per sé, ma anche il “corretto” modo di viverlo.

Sono i medesimi comportamenti di cui le comunità omo e bisessuali sono stati vittime per decenni. Se dici che un gay è malato, sei un mostro. Se dici che un lesbica ha solo bisogno di provare a essere penetrata da un vero pene per tornare etero, sei un aguzzino. Giustamente, la comunità tutta ti metterà alla gogna. Nel momento in cui questi comportamenti palesemente discriminatori vengono messi in atto contro la comunità asessuale, il silenzio è assordante, oppure ci si unisce al coro dell'infamia...


Aleister Erika Lupano


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