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lunedì 9 marzo 2020

I 10 travel blogger LGBT che dovresti seguire su Instagram

Viaggiare può avere diversi significati, cosicché anche il viaggio visto da una prospettiva LGBT può contenere innumerevoli sfumature. Dal dandy al backpacker, dalla diva all’escursionista solitario, qui troverai i 10 profili Instagram che dovresti seguire!

@thegaytraveler 





Giornalista freelance, @thegaytraveler risiede nella capitale degli Stati Uniti, Washington D.C , e ama mettersi in viaggio per le mete più disparate dispensando consigli ai suoi numerosi followers. Raccomandato in particolare a chi ama il buon cibo e la bella vita… con un pizzico di trasgressione!

@thegayhomeless



Zaino in spalla e budget ristretto, @thegayhomeless è continuamente in viaggio cercando di vivere a stretto contatto con la gente del luogo. Dai canali di Amsterdam agli slum delle Filippine, passando per le strade in tumulto di Hong Kong, chi ama l’avventura non se lo può perdere...



Damiano Dario Ghiglino


Continua su Il Simposio - Dietro il velo. Disponibile su Amazon in formato Kindle. Il programma Amazon Kindle è scaricabile gratuitamente.

lunedì 24 febbraio 2020

Il Simposio - Dietro il velo


il simposio lgbt dietro il veloIl velo… Un accessorio così leggero e così semplice, ma capace di aprire mondi. Come la siepe di leopardiana memoria, il velo (celando qualcosa alla vista) permette di concepire l’infinito, che è sempre un fatto puramente mentale (non certo sensoriale). È decantato da Clarissa Pinkola Estés in Donne che corrono coi lupi (1993), come simbolo di protezione e segno del divino al femminile. È spesso marchio d’oppressione che copre le ricche chiome delle donne, per segnalare che sono “sottomesse”. È il velo dietro il quale I discepoli di Sais (1798-1799) di Novalis debbono scoprire il volto di Iside e - con esso - il segreto dell’universo. È il velo sul capo degli antichi pontefici romani e su quello delle vittime sacrificali; ma esistono i “sette veli” della danza di Salomè, simboli di seduzione fatale nell’omonima tragedia di Oscar Wilde (1891). Indosso alle spose, le proteggeva un tempo da sguardi indiscreti o malevoli, nonché dai possibili rapitori (che avrebbero così faticato a distinguerle, in mezzo alle damigelle ugualmente velate). È noto il “velo di Maya” di schopenhaueriana memoria, che è l’impossibilità umana di accedere all’essenza della realtà.  C’è infine il “velo pietoso” della delicatezza o dell’ipocrisia. 
Con quest’ultimo significato, il termine è compreso nel lessico LGBT. “Velato” è infatti chi non può o non vuole fare coming out: a volte, per tutelarsi di necessità; altre volte, per omofobia/transfobia interiorizzata. Nel caso di alcune persone transgender (soprattutto donne), si parla di “modalità stealth” (in inglese, “invisibile”), per indicare la volontà di nascondere il proprio passato pre-transizione e il sesso genetico. Del resto, anche se (da Stonewall in poi) la comunità LGBT ha ottenuto libertà e garanzie impensabili solo cinquant’anni fa, il “velo” sul mondo dei “sessualmente diversi” è ben lungi dall’essere divenuto superfluo. In famiglia, sul lavoro e coi compaesani, bisogna vagliare bene con chi sia possibile aprirsi.
Ciò fa sì che le realtà LGBT, almeno parzialmente, conservino alcuni “segreti” per chi si trova “dall’altra parte del velo”. Ne nascondevano certamente tre celebri poeti inglesi di cui Franco Buffoni ha voluto narrare “le vite parallele” per il cinquantesimo anniversario di Stonewall: George Byron, il summenzionato Oscar Wilde e Wystan Hugh Auden. “Segreti” sono anche i motivi più profondi per i quali la nostra società ancora rigetta l’idea di “famiglie arcobaleno”. Non parliamo poi delle famiglie bibliche, sulle quali lo sguardo analitico, spesso, non si ferma più di tanto: diciamo che sarebbero difficilmente accette a un Family Day.
            Dietro il velo di abiti e tabù, si può celare una “nudità sacra”. Nel silenzio, rimane nascosto il vero legame fra le due insegnanti Martha e Karen, nel film Quelle due (1961). Oltre a questo, la bellezza di “svelare” viaggi da sogno, o  corpi perfetti in fotografia, o i retroscena della vita sentimentale di un ragazzo ftm qualunque.  Verrà sollevato anche il velo che copre i sottili rapporti fra corpo e psiche nelle disfunzioni sessuali maschili: un argomento imbarazzante, ma che è più che mai necessario affrontare, in un’epoca in cui vanno ridisegnandosi i significati dell’ “essere uomo” (così come dell’ “essere donna”).
Buona scoperta!

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