Visualizzazione post con etichetta damiano dario ghiglino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta damiano dario ghiglino. Mostra tutti i post

lunedì 9 marzo 2020

I 10 travel blogger LGBT che dovresti seguire su Instagram

Viaggiare può avere diversi significati, cosicché anche il viaggio visto da una prospettiva LGBT può contenere innumerevoli sfumature. Dal dandy al backpacker, dalla diva all’escursionista solitario, qui troverai i 10 profili Instagram che dovresti seguire!

@thegaytraveler 





Giornalista freelance, @thegaytraveler risiede nella capitale degli Stati Uniti, Washington D.C , e ama mettersi in viaggio per le mete più disparate dispensando consigli ai suoi numerosi followers. Raccomandato in particolare a chi ama il buon cibo e la bella vita… con un pizzico di trasgressione!

@thegayhomeless



Zaino in spalla e budget ristretto, @thegayhomeless è continuamente in viaggio cercando di vivere a stretto contatto con la gente del luogo. Dai canali di Amsterdam agli slum delle Filippine, passando per le strade in tumulto di Hong Kong, chi ama l’avventura non se lo può perdere...



Damiano Dario Ghiglino


Continua su Il Simposio - Dietro il velo. Disponibile su Amazon in formato Kindle. Il programma Amazon Kindle è scaricabile gratuitamente.

mercoledì 27 giugno 2018

"Essere gay in Honduras" di Damiano Dario Ghiglino

Tra prostituzione, sequestri e pandillas nella città più pericolosa al mondo

Mi chiamo Harry Evelio e sono nato nel febbraio 1989 a El Progreso, Honduras, ma ho sempre abitato a San Pedro Sula, trenta chilometri di distanza e circa mezzo milione di abitanti.
Ho vissuto la mia sessualità allo scoperto, per quel poco che ricordo. Ho partecipato ad almeno un Gay Pride, lo so perché mi è rimasta una foto. Solevo recarmi in un locale gay il fine settimana, di cui non rammento il nome, forse si chiamava Olimpos. Mi divertivo e arrotondavo con la prostituzione, concedendomi a uomini facoltosi.
I ricordi... parte della mia memoria è completamente cancellata e i fatti che sto per raccontare riveleranno perché. 
essere gay in honduras damiano dario ghiglino

Circa due anni fa ho cominciato a lavorare per il Colectivo Unidad Color Rosa, l'unica organizzazione che difende i diritti di gay e transessuali a San Pedro Sula.
Il mio ruolo era quello di incontrare la popolazione LGBT del luogo, anche casa per casa con visite domiciliari, per istruire e sensibilizzare sul sesso sicuro e informare sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Mi muovevo solo o scortato da colleghi tra San Pedro Sula, El Progreso, Choloma e Villanueva. Nessun luogo è sicuro in Honduras. Cammini per strada e in pochi secondi ti puoi trovare nel quartiere sbagliato al momento sbagliato.
Mi era capitato varie volte. Di imbattermi nei pandilleros. Quelli che non hanno nome. Bestie senza scrupoli che ti puntano la pistola in faccia, ti prendono a calci e ti torturano, solo perché senza saperlo sei entrato nel loro territorio.
Qui lo Stato non esiste, non ti può proteggere.

Ero disposto anche a questo per il mio lavoro, a tornare a casa con i graffi, i lividi e le ammaccature.
Finché non abbiamo incrociato quei dieci uomini.
Mi trovavo con sette colleghi nel quartiere Sunseri di San Pedro Sula, quando siamo stati accerchiati. Erano armati fino ai denti e facevano parte della Mara Salvatrucha o MS-13.
Era ed è ancora una delle bande più spietate non solo in Honduras, ma in tutto il Latinoamerica...



Damiano Dario Ghiglino

Continua su Il Simposio - Linee che s'intersecano. Disponibile nelle versioni Kindle e paperback.

lunedì 12 febbraio 2018

Il sole d'agosto sopra la Rambla - Intervista con Damiano Dario Ghiglino

Sono i “giovani tramonti”, fragili e tenaci, ragazzi gay dai cuori spezzati impressi indelebilmente sullo sfondo di una Barcellona sotterranea. Ognuno alla ricerca di qualcosa e in fuga da qualcosa, ognuno con le proprie paure e i propri segreti.
Tra prostituzione e dipendenze, locali malfamati e preti pedofili, nostalgie e desideri brucianti, passioni e tenerezze passeggere, in attesa di quell'evento imprevedibile che cambierà per sempre le loro esistenze, cercheranno di fermare il tempo per vivere unicamente il presente ed attendere l'amore in quella dimensione, così sfuggente ed ambigua, dell'istante stesso.
Eppure, quando un sentimento forte e sconosciuto si farà strada nei cuori dei diciottenni David e Borja, i più giovani del gruppo, la diffidenza e lo stupore lasceranno progressivamente spazio ad una coscienza sempre più profonda e ostinata.
Romantico e spietato al tempo stesso, questo romanzo rappresenta il ritratto psicologico di una generazione smarrita alla quale il futuro si presenta come imperscrutabile.
È questa la trama de Il sole d’agosto sopra la Rambla: il nuovo romanzo del 27 enne Damiano Dario Ghiglino, già disponibile sia in formato cartaceo che digitale, su Amazon e Kobo.
Per l’occasione, abbiamo incontrato l’autore facendogli qualche domanda.

damiano dario ghiglino il sole d'agosto sopra la rambla


1)Di cosa parla il libro?

Il libro parla, innanzitutto, di vicende, storie di vita, dalle quali Borja, il più riflessivo e inquieto del gruppo,  trarrà deduzioni importanti ,che lo aiuteranno a rivelarsi come uomo e ad arrivare con fatica a cogliere il senso della propria esistenza.
Anche Miguel, Emilio, persino Antonio e gli altri personaggi capiranno gradualmente cose che li cambieranno per sempre.
Per questo, direi che il tema principale del romanzo è il viaggio interiore, spesso ricostruito a ritroso, attraverso flashback, tra le storie frammentate e le vicende in disordine dei protagonisti.


2) Il tuo romanzo si ispira a situazioni reali che hai conosciuto di persona?


Si tratta di un romanzo in terza persona. Ciononostante, tutte le storie partono da un’ambientazione...

Intervista a cura di Erica Gazzoldi

Continua su Il Simposio - Incipit vita nova (gennaio 2018). Acquistabile qui.