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lunedì 23 dicembre 2019

Boys Don't Cry



Brandon era un po’ narciso, un po’ macho e un po’ eroe. Capelli corti, atteggiamento da consumato cowboy, pantaloni stretti e un sorriso da conquistatore: questa era la miscela con cui incantava le donne. Brandon era un ragazzino dal passato difficile: vittima di abusi, con una famiglia incapace di comprenderlo e bisognoso di una sola cosa: il rispetto. Cercava l’amore e sperava in un futuro sereno... coltivava il sogno di ogni essere umano. Trovare l’anima gemella, un lavoro soddisfacente, amici fidati, spensieratezza, amici: chi non vorrebbe tutto questo? A Brandon, ragazzo nato nel corpo di una ragazza chiamata Teena, venne tolta la possibilità di realizzare se stesso e ogni piccolo sogno. La sua vita venne recisa, con violenza, il 31 dicembre del 1993. Aveva compiuto 21 anni pochi giorni prima, il 12 dicembre. 
boys don't cry film

Nel 1999 l’attrice Hilary Swank venne scelta - per il suo aspetto androgino - per interpretare Brandon. La sua prova cinematografica le portò numerosi riconoscimenti, tra cui l’ambitissimo Premio Oscar per la miglior attrice protagonista. La regista Kimberly Peirce – con Boys Don’t Cry – raccontò l’ultimo tratto di vita di un ragazzo con la vagina, di un uomo con il seno. Portò sul grande schermo la storia di chi avrebbe voluto semplicemente arrivare a vivere la propria identità con gioia...
Teena di nome e Brandon di cognome: ma la sua essenza è assolutamente maschile. Brandon accantona Teena e inverte nome e cognome. Viene deriso, schernito, umiliato per il suo essere un maschiaccio, una lesbica mascolina... ma Brandon non è una lesbica. Teena non esiste e non è una ragazza omosessuale, perché Brandon si percepisce e vive come una ragazzo eterosessuale. È il frutto ruvido di un albero delicato. È la corteccia robusta di un nome che non gli appartiene pienamente… questo – almeno – è ciò che dice il suo documento d’identità...

Luca Foglia Leveque



Continua su Il Simposio - Il coraggio di essere. Disponibile su Amazon nei formati Kindle e paperback. 

mercoledì 15 maggio 2019

Il Simposio - La bellezza del giaguaro

Salve ai nostri lettori! Questo numero ha faticato più degli altri per vedere la luce, ma c'è un buon motivo: Israel Pescador, impaginatore d'eccezione, ha curato la grafica di questo Simposio d'aprile-giugno 2019, che sarà così unico. Buona lettura e buon godimento! 
il simposio rivista lgbt


"Di macchie ce ne sono tante. E io le amo tutte.” È una citazione-chiave tratta dal graphic novel Cinzia, di Leo Ortolani, a cui è dedicata una recensione in questo numero. Da tale frase è nata l’idea del titolo.
Il giaguaro… Bello, potente, al contempo re ed ombra della foresta amazzonica. Sarebbe così splendido e regale… senza le sue peculiari macchie? Sarebbe ancora se stesso? Certamente no. Sono parte integrante del suo essere meraviglioso.
Così pure l’umanità. Si può soffrire per l’incomprensibilità dei “diversi”, quale che sia la loro qualificazione: gay, lesbiche, bisessuali, transgender, non binary, stranieri, autistici, borderline, artisti eccentrici, geni sregolati, personalità enigmatiche… Sono tante macchie in un tessuto sociale che, altrimenti, sarebbe uniforme.
Ma, senza la “devianza” e l’ “imprevisto” portati dai tanti “cigni neri”, l’uomo sarebbe rimasto l’australopiteco di un tempo. Nessuno, se non menti inusuali, avrebbero mai potuto capire che quella scintilla casuale nata dall’incontro fra due pietre avrebbe generato il fuoco. Nessuno avrebbe capito che un mucchio di legna sarebbe potuto diventare una casa, un insieme di segni e chiazze un affresco… che la donna (parbleu!) avrebbe potuto avere un intelletto pari a quello dell’uomo… L’umanità sarebbe perennemente rimasta uguale a se stessa e avrebbe ripetuto per sempre il “già vissuto”. Dite voi se sarebbe valsa la pena di stare al mondo in questo modo.

Va bene: non tutte le “macchie” sono geniali. Alcune sono semplicemente isteriche; altre non riveleranno mai alcunché di notevole. Eppure, imbattersi in una di loro non lascia mai indifferenti. Perché rompiamo le scatole (eh… lo sappiamo). Ma anche perché i “normali” non possono fare a meno di noi. Possono restare sorpresi, basiti, persino gravemente feriti. Ma sempre, segretamente, attratti.
Di macchie ce ne sono tante. E voi (vostro malgrado) le amate tutte.

Un ringraziamento speciale va a Sam Meraviglia, per il progetto grafico che ha dedicato alla versione cartacea della nostra rivista; nonché uno a Israel Pescador, che (come abbiamo detto) ne ha sorvegliato l’impaginazione. E grazie anche a Giovanni Dall’Orto, di cui abbiamo spesso attaccato le posizioni, ma che ci ha anche dato consigli per migliorare l’aspetto del Simposio.


Il Simposio - La bellezza del giaguaro è disponibile in formato Kindle o cartaceo. Chi acquisterà la versione cartacea potrà avere anche quella elettronica in omaggio.

Numero precedente: Il Simposio - Oltre la terza dimensione.

lunedì 26 febbraio 2018

"Carlo e Corrado: l'Amore oltre la morte" di Mario Artiaco

"La morte pone fine ad una vita, non ad una relazione" (M. Albom)

Una meravigliosa storia d'Amore che continua attraverso il ricordo di Corrado e a causa delle lotte che il nostro Paese incivile, attraverso alcuni suoi rappresentanti, ci costringe a combattere. 
Corrado Spanger ci racconta di Carlo, in questa intervista a cuore aperto. Carlo, il suo amore di una vita, prosegue il suo viaggio nella quinta dimensione. 
La loro storia torna alla ribalta per la scellerata e meschina mozione proposta da un consigliere di "Forza Italia" del comune di Mariano Comense, secondo la quale la tomba di Carlo deturperebbe il decoro pubblico. 
Ma andiamo con ordine. 
carlo annoni e corrado spanger


Chi era Carlo e cosa eravate assieme?

Carlo Annoni, attore, regista e conoscitore teatrale, infermiere, terapista reflessologo, pittore, creativo, nato a Carate Brianza il 16 luglio 1955. Dall'undici aprile 2017, si è trasferito nella quinta dimensione, dove recita senza peli sulla lingua, come suo costume, i testi che ci meritiamo di sentire.

Nel 2010, a Londra, l'unione civile, poi ribadita e convalidata soltanto nel novembre del 2016 nel nostro Paese, grazie alla legge Cirinnà. Quanta strada credi ci sia ancora da fare qui da noi e cosa pensi intralci questo percorso di Amore e condivisione?


Amava il mondo, il teatro, le persone, gli amici e amava anche me (Radovan Corrado Spanger) con tutto se stesso.  Eravamo uniti civilmente, prima a Londra (18 settembre 2010), poi uniti in matrimonio ancora a Londra (5 giugno 2015) e, finalmente, in Italia (8 novembre 2016). Penso che la strada da fare dipenda da noi: in 36 anni di vita di coppia - eravamo da sempre dichiarati in famiglia e nella società - la contestazione della tomba colorata è stato curiosamente il primo episodio che ci abbia riguardato direttamente, in cui si possano intravvedere aspetti omofobici (peraltro non dichiarati). Vivere (e anche morire) alla luce del sole è l'unica strada per avere rispetto...

Mario Artiaco

Continua su: Il Simposio - Incipit vita nova (gennaio 2018). Acquistabile qui.

mercoledì 31 gennaio 2018

Il Simposio LGBT: Incipit vita nova

Come dicevamo nella nostra presentazione, il 2017 è stato un anno difficile per Il Simposio. Abbiamo perso il nostro amato Alessandro Rizzo Lari; poi, si è dimesso il direttore storico, Danilo Ruocco. Ma la redazione ha ancora voglia di vivere, pensare e scrivere. Così, abbiamo trovato una nuova  direttrice, Erica Gazzoldi, e abbiamo aggiunto nuove firme alle nostre pagine. Questo è il risultato: il freschissimo numero del gennaio 2018, intitolato Incipit vita nova, con ovvio riferimento a Dante.


Un'altra novità sono i due formati in cui potete acquistarlo: Kindle e cartaceo (print on demand).

In questo numero, esploreremo (come sempre) varie tematiche: gli aspetti "queer" di Dio, una figura particolare del Buddhismo, un amore che dura oltre la morte, essere gay in altri Paesi, l'omosessualità nel genere fantasy, contrasti interni alla comunità LGBT... Hanno collaborato: Pietro Antonazzi, Michele Berton, Mario Bonfanti, Nathan, Viviana Borrelli, Franco Buffoni, Luca Foglia Leveque, Erica Gazzoldi, Gianni Geraci, Damiano Dario Ghiglino, Raffaele Yona Ladu, Luca Locati Luciani, Riccardo Strappaghetti, Leonardo Meda, Enrico Proserpio, Corrado Spanger, Mario Artiaco.