Visualizzazione post con etichetta eva gili tos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eva gili tos. Mostra tutti i post

giovedì 2 luglio 2020

Esce "Il Simposio - Speciale racconti"!

Car* tutt*, vi auguriamo una buona estate nel modo migliore che conosciamo: ovvero, inaugurando il nostro numero dedicato ai racconti dei nostri redattori, già da tempo annunciato. Buona lettura, ovunque passerete le vacanze! 
il simposio lgbt speciale racconti


Il presente numero nasce da un’idea di Nathan Bonnì, membro fondatore di questa rivista. Dato che ogni redattore del Simposio scrive soprattutto per passione, perché non offrire ai lettori un assaggio dei nostri diversi estri?
            Ecco che approda sulle nostre pagine Due cuori e un’apocalisse zombie, racconto umoristico-distopico in cui la vera catastrofe è dover affrontare le complicazioni dei sentimenti e il lato oscuro del genere umano. Più romantico è Fare colazione tra le nuvole, che riprende l’idea fuori moda (ma sempre efficace) del diario e la porta sorprendentemente a esiti fantascientifici e distopici.
            Lettera ad Annemarie ripercorre invece la vicenda umana di Annemarie  Schwarzenbach (Zurigo, 1908 – Sils im Engadin, 1942) : scrittrice, fotografa, giornalista, donna e lesbica.
            Ne Il telo della felicità, una matura donna transgender ripassa per i luoghi che l’hanno vista “uomo apparente”, durante la sua giovinezza.
            Ballata è il racconto trasognato (e un po’ cupo) di un’improvvisa esperienza erotica fra una giovane cameriera e un’avventrice misteriosa… forse, un’incarnazione della Morte che ammonisce a vivere.
            Sempre goticheggiante è La vampira e la sacerdotessa, storia dell’amore impossibile (?) fra una creatura demoniaca e una presbitera veterocattolica.
            Ille mihi par esse deo videtur  mescola risonanze catulliane alla Cabala, il tutto in una vicenda di amore saffico.
            Disintegration è una storia di silenzi e rapporti irrisolti, scandita dalle canzoni dell’omonimo album dei Cure.
         Grazia  mostra cosa possa significare essere contemporaneamente ebrea e transgender in un’odierna megalopoli.

            Nove racconti con sguardi inediti sulla realtà LGBT, che speriamo possano toccare positivamente le vostre corde. Buona lettura!

Il Simposio - Speciale racconti è disponibile su Amazon nei formati Kindle e cartaceo.


sabato 23 novembre 2019

Claude Cahun: uno, nessuno e centomila gender



Uno, due, tre: gender!
Maschile, femminile, neutro?
Si fa presto  a domandare se tu sia uomo o donna e quale sia il tuo orientamento sessuale.
Ma Lucy Renée Mathilde Schwob,  per sfuggire all’impertinenza della domanda, all’equivoco, provocatoriamente lo conferma, scardinandolo nel corso di tutta la sua vita pubblica e privata, e sceglie un nome d’arte evocativo di un’identità-non identità plasmabile, oscillante tra il maschile - femminile e l’assonante discendenza ebraica, quasi si trattasse di un terzo genere.
Claude Cahun: l’incarnazione dell'ambiguità. 
claude cahun

 “Neutro è il solo genere che mi si addice sempre” dichiarerà, lasciando trapelare l’intimo desiderio di esser sempre qualcos'altro, qualcun altro, altrove, libera  dalla necessità d’esser relegata in una forma, d’esser contestualizzata in un preciso spazio temporale, distante dai confini, dalle definizioni, dalle etichette, da cui rifugge trasponendo un’originalità sperimentale, unica, nei suoi autoritratti onirici, negli scatti fotografici en travesti, in cui rivela tutto il suo talento indiscusso per la fotografia come ricerca profonda di altro da Sé. 
La sua inclinazione artistica dominante fu la fotografia, dopo un primo momento in cui si dedicò alla scrittura. E sarà proprio la fotografia a renderla finalmente visibile.
 Claude Cahun, scrittrice,  fotografa, scenografa, poetessa innovativa, al di là del tempo, ancor oggi  fonte di ispirazione  per molti artisti, nacque a Nantes nel 1894, da Victorine Mary Antoinette Courbebaisse e da un noto giornalista, Maurice Schwob.
Trascorse gran parte dell’infanzia “nascosta sotto la tavola della cucina” di una casa agiata con il privilegio d’esser nata in una famiglia borghese e benestante. Privilegio che non la preserverà dal sentore di un clima cupo, opprimente, derivante dalla follia della madre (poi internata in manicomio) e da una salute cagionevole.
 L’anoressia, l’uso di droghe e alcuni tentativi di suicidio evidenziano, fin dalla giovinezza, una fragilità inquieta, impressa profondamente nelle pieghe dell’anima e nel corpo, fino all’incontro provvidenziale con Suzanne Malherbe, disegnatrice e giovane promessa delle arti grafiche, sua coetanea e altrettanto curiosa adolescente diciassettenne...

Eva Gili Tos

Continua su Il Simposio - Il coraggio di essere. Disponibile su Amazon nei formati Kindle e paperback.